Parrocchia
Beata Vergine del Rosario
Ca' Bianca di Chioggia (VE)

La chiesa

Ca' Bianca si trova inclusa nel tracciato della strada Rebosola che da Chioggia conduce a Padova con relative deviazioni e prosegue per Monselice e continua poi per la Padana Inferiore. E' una frazione del comune di Chioggia (da cui dista una decina di chilometri) che comprende anche la località di Ca' Pasqua, di Zennare e di Priula per una estensione di oltre dieci chilometri quadrati.

L'abitato sorge su terreno bonificato che in epoca remota era acquitrinoso e malarico e che fu teatro di aspre contese ricordate nella lapide appesa ai ruderi della vicina storica Torre di Bebe. Il centro é delimitato dal Canal Morto che scorre lentamente davanti la chiesa. Dietro la chiesa scorre invece il Bacchiglione accanto al quale c'é l'altra strada che da Chioggia conduce a Corte e Piove di Sacco e che si biforca a pochi metri di distanza, per Venezia. Nei confini del territorio di Ca' Bianca si trova la storica Torre di Bebe, fortilizio veneziano che difese la Repubblica Veneta fin dal secolo XIII dagli attacchi dei franchi, ungheri, adriesi, ravennati, trevigiani e padovani.

Quando nel 1706 venne costruito il vecchio tempio la popolazione del luogo era di soli 200 abitanti; questo numero é però cresciuto di alcune migliaia sino al 1955. In seguito alla forte emigrazione degli anni seguenti, la popolazione oggi é di circa 1500 abitanti.

La chiesa di Ca' Bianca, dedicata come la precedente (del 1706) alla Beata Vergine del Rosario, é stata voluta dallo zelo coraggioso ed intraprendente del parroco don Erminio Marangon (1932-1059) per rispondere alle esigenze di una comunità parrocchiale in costante crescita. Dopo tre anni di inutili tentativi per costruirla al di là del canale di bonifica al centro dell'abitato lungo la strada "Rebosola", fu deciso di costruirla accanto a quella esistente ed ormai insufficente.

La costruzione, avvenuta in due tempi a causa della guerra, é stata realizzata negli anni 1938-1946, senza intervento pubblico, con tanti sacrifici dei fedeli, con sottoscrizioni di offerte bussando di porta in porta, con la raccolta di generi in natura e con molto volontariato.

Ancora allo stato grezzo é stata aperta al culto il 10 novembre 1946 con il solo rito della benedizione impartita dal Vescovo mons. Ambrosi.

Nel 1967 il parroco don Ugo Bordin curò il completamento dell'opera nella parte delle finiture su disegno dell'arch. G. Giacomello di Verona, e pertanto nello stesso anno il sabato 9 dicembre é stata consacrata da mons.

G.B. Piasentini

Dalla "Storia di Chioggia" di Umberto Marcato

Durante la seconda dominazione francese, il territorio di Chioggia fu coinvolto in una maglia di riforme, che rispondevano allo spirito della rinnovata legislazione francese. Chioggia fu dichiarata “distretto”, il secondo compartimento del’Adriatico, divisa in due cantoni: Chioggia e Cavarzere.

In Città venne istituito un tribunale di prima istanza, che estendeva la sua giurisdizione sui territori di Chioggia, Loreo, Cavarzere ed Ariano. Tra le leggi che ptrevedevano la salvaguardia dell’igiene non va dimenticato il decreto 5 settembre 1806.

Il Comune di Chioggia si accinse ad allestire il cimitero dov’è tuttora. Si cessò di seppellire i cadaveri nelle chiese o nei cimiteri vicini alle Chiesa. Ma la traslazione delle salme richiese molto tempo e fu ultimata solo nel 1929.

Anche a Ca’Bianca si seppellivano i cadaveri accanto alla vecchia Chiesa, dove ora sorge la nuova Chiesa costruita nel 1946, e il cimitero fu allestito nel luogo attuale, ampliato ed attrezzato secondo le norme igieniche attuali nel 2003.

Nel settembre del 1807 furono istituite le Congregazioni della Carità. Fu pure istituita la guardia nazionale composta di 16 compagnie. Nel maggio 1208 fu aggiunto al Comune l’ Ufficio di Stato Civile per nascite, morti e matrimini.

Il Comune provvide pure alla scavo del Canal Vena e alla messa in opera del nuovo sistema di illuminazione pubblica. Aggiunse nuovi insegnanti elementari e istituì una scuola di disegno; al 1808 risale la fondazione delle prime tre parrocchie cittadine.

L’episodio più grave e sanguinoso, occorso in questo periodo a Chioggia, si verificò nel pomerggio del 20 aprile 1800. Ricorreva la domenica in Albis, ottava di Pasqua, giorno tradizionalmente consacrato alla processione del “Cristo”.

Nella Chiesa di S. Domenico è venerato da secoli un Crocifisso le cui origini si perdono nella leggenda. Non era questa propriamente l’immagine che si usava nella processione annuale, ma un Crocifisso di più ridotte dimensioni, che ora si conserva nella Chiesa parrocchiale di Ca’ Bianca.

In quella occasione, il Corso della Città rigurgitava di popolo, specie di pescatori, i quali, sospendendo per pochi giorni il durissimo lavoro, si ritrovavano nelle loro famiglie e facevano ala al corteo religioso.

Le processioni sono sacre a Chiogga: non possono subire modifiche o sospensioni a meno non intervengano cause maggiori che giustifichino l’eccezione. Si riducono però ad uno spettacolo: sfilano le Confraternite, le Congregazioni, il Clero.

Il grosso della popolazione osserva riverente ai lati; ma la parte più mobile dei presenti rincorre l’immagine, riducendo lo spazio di scorrimento. Detta consuetudine concorse fatalmentea produrre uno scontro all’altezza del Palazzo del Gran Guardia, attuale loggia dei Vigili Urbani.

Si era schierato, di fronte alla palazzina, un plotone di soldati austriaci per rendere gli onori militari al Crocifisso. In posizione più avanzata era stata collocata la sentinella affiancata da un caporale. Al passaggio dell’immagine, un ragazzo urtò violentemente un piede della sentinella. Il caporale avvertì il fatto e credette di vedervi un gesto lesivo dell’onore militare. Fece allora gettare a terra il fucile, come segno di un limite invalicabile. Al ritorno della Processione dal Duomo, proprio mentre il grosso ripassava la strettoia, si ripetè l’aggressione al soldato. Questi reagì colpendo con il fucile il pescatore che lo aveva urtato. Ne nacque una mischia: alcuni popolani inferociti pugnalarono i soldati più vicini: quelli che erano rimasti illesi si asserragliarono nelle palazzina.

Furono inviati rinforzi dalla caserma di S. Domenico. Il comandante tedesco minacciò di bombardare la Città dal Forte di S. Felice. Si contarono sette vittime tra i civili, tre fa i militari; parecchi furono i feriti. Non fu mai fatta piena luce sull’accaduto, perché la gravità dei fatti avrebbe ferito l’orgoglio degli Austriaci e dimostrato l’avversione del popolonei loro riguadi. Fu più volte gridato, nel corso della zuffa : “Viva S. Marco! Viva la Repubblica!” Tali acclamazioni volevano dimostrare quanto grande fosse l’attaccamento dei Chioggiotti alla loro vecchia Reppublica e quanto vibrante laloroprotesta contro il sistema della Polizia austriaca.

Sulla “Sollevazione del Cristo” fu fatta calare una fitta cortina di silenzio: venne favorita la fuga dei responsabili, lievamente puniti coloro che figuravano appena compromessi, sostituite le cariche politiche della Comunità.

Ca' Bianca celebra i trecento anni della sua storia

Carissimi, La festa patronale della B.V. del Rosario quest’anno merita di essere celebrata con una solennità particolare perché ricorre in una circostanza straordinaria, cioè nell’ ANNO GIUBILARE dei TRECENTO ANNI DELLA NOSTRA PARROCCHIA, affidata fin dalle origini alla materna protezione della B.V. del Rosario.

Da “300 ANNI” nella prima domenica di ottobre questa nostra comunità onora solennemente la Vergine SS.MA del Rosario come celeste protettrice! Pertanto siamo una Comunità in festa che celebra la lode e il ringraziamento al Signore per averci guidati in questo lungo cammino storico fino ad oggi sotto materna protezione della Vergine SS.ma.

Per questa circostanza storica abbiamo programmato una settimana celebrativa con la partecipazione DEI DUE VESCOVI che ci hanno accompagnato, in questi ultimi anni, nel nostro cammino di fede: ECC.ZA MONS. ALFREDO MAGAROTTO che DOMENICA 1° OTTOBRE – festa della Beata Vergine del Rosario – aprirà la celebrazione delle nostre feste centenarie con la S. MESSA solenne delle 11 accompagnata dal canto del nostro Coro Parrocchiale.

Durante la settimana seguiranno i turni delle nostre famiglie che saranno accolte dai Parroci del nostro Vicariato per una riflessione sulla “TRIPLICE DIMENSIONE DELLA PARROCCHIA”. S. ECC.ZA MONS. ANGELO DANIEL, NOSTRO VESCOVO, che concluderà la celebrazione delle nostre feste DOMENICA 8 OTTOBRE con un rito solenne che avrà il momento culminante nel pomeriggio della stessa domenica con la S. MESSA CONCELEBRATA ASSIEME A QUATTRO SACERDOTI ORIUNDI DI CA’ BIANCA (Don Giampaolo Tiengo, Padre Mario Menin, Don Fabrizio Fornaio e anche… Don Carlo).

Siamo lieti di avere con noi le AUTORITA’ CIVILI E I RAPPRESENTANTI DEGLI ALTRI ENTI ai quali abbiamo rivolto cortese invito. Per alcune serate abbiamo invitato le “CORALI” più famose del nostro territorio.

Anche la “Banda Musicale cittadina” concorrerà a rendere solenne e gioiosa la domenica conclusiva. Sono tutte iniziative assai gradite ma LA PERTECIPAZIONE DELLA COMUNITA’, di tutta la Comunità, ai vari momenti indicati nel programma, è la più gradita perché la festa sarà più completa e quindi più bella.

La Vergine SS.ma del Rosario ci guidi e ci assista per continuare ad essere nella storia una Comunità viva, unita, perseverante con il coraggio dell’annuncio e della testimonianza. Su tutti, in particolare sui nostri ammalati, invoco la Benedizione del Signore e la Materna Intercessione di Maria SS.ma del Rosario.

Don Carlo

Vi informiamo che in occasione dei 300 anni della nostra parrocchia è stato pubblicato il libro "Tre secoli di storia" che racconta la vita, le abitudini, le curiosità, la storia della nostra parrocchia e del territorio in cui si trova.

Il libro è ricco di immagini che documentano i 300 anni di storia della parrocchia, storia fatta di reperti e monumenti, ma sopratutto dalla vita della gente che ha abitato e abita questo piccolo paese. Il costo del libro è di 15 Euro.

Per averlo rivolgersi al parroco in parrocchia.